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Fonseca, niente festa ma tanti fischi a San Siro

Jimenez e Liberali convincono ma il risultato no: il tecnico rossonero sempre in bilico

Che Paulo Fonseca stia procedendo da solo contro tutti o quasi non è notizia di oggi. Che stia impartendo una lezione a chi non si impegna è alla luce del sole, ma al netto di tutto conta solo una cosa: questo Milan non vince più in campionato. Dopo il ko di settimana scorsa contro l’Atalanta, il diavolo nel giorno del suo 125esimo compleanno regala al pubblico di San Siro uno spettacolo non certo all’altezza di quella che doveva essere una serata storica. E i fischi finali sono molto, molto significativi. Certo Jimenez e Liberali, due giovanissimi che Fonseca ha avuto il coraggio di lanciare dall’inizio, hanno ripagato la fiducia del tecnico portoghese e sono stati applauditi dai tifosi. Ma contro il Genoa un pareggio a reti bianche equivale a una sconfitta.

Fonseca sbaglia ancora e rischia? Ecco l’amara verità

Il Milan appare una squadra senza idee, senza gioco e priva della ben che minima forma di organizzazione tattica. I giocatori tentano giocate improbabili, preferiscono incaponirsi e entrare in porta col pallone invece che verticalizzare e cercare di servire i compagni liberi. I problemi del diavolo non iniziano e non si esauriscono oggi, ma in questo dì di festa, da festeggiare non c’è proprio nulla. Fonseca non è il solo responsabile, anzi sta dimostrando di avere coraggio nel assumersi le responsabilità delle sue scelte.

Theo Hernandez irriconoscibile da inizio stagione oggi non ha visto il campo e il paradosso è che la sua assenza non si è nemmeno fatta sentire. Jimenez non solo lo ha sostituito egregiamente, ma non è blasfemo asserire che potrebbe rubargli il posto da titolare sulla fascia sinistra. Liberali ha effettuato il suo debutto in Serie A e anche lui si è comportato bene. Piccola consolazione: il futuro rossonero, se si aggiunge un Camarda che in quanto a fame e voglia di vincere avrebbe molto da insegnare a tanti veterani della squadra, è in buone mani. Certo dovrà essere coltivato.

Fonseca quindi dà un’altra lezione a chi non ha voglia? Eticamente si sta dimostrando professionale come pochi, ma a livello pratico, i risultati non sono certo dalla sua parte. Peggior campionato degli ultimi 5 anni, un percorso in Champions molto altalenante e una sensazione di un andamento sinusoidale che non sembra voler finire. In questo contesto ci si chiede una sola domanda: quando tornerà il Milan? Nessuno al momento lo sa e questa è una verità dal sapore molto amaro.

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