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Capello«Leao? Ora devi fare il salto. Con Gimenez sarà un Milan più completo»
Milano – «A 26 anni è il momento decisivo, o si decolla o si resta nella normalità»: Fabio Capello non usa mezze parole parlando di Rafael Leao. L’ex tecnico rossonero, intervistato da Marco Pasotto per la Gazzetta dello Sport, ha tracciato un’analisi precisa su quello che sarà – o dovrebbe essere – il futuro prossimo dell’asso portoghese e della nuova coppia d’attacco con Santiago Gimenez, nuovo centravanti in arrivo.
«Leao, è ora di maturare»
Per Capello, il talento di Leao non è in discussione, ma è il momento di fare quel salto decisivo: «È un grande talento, ma deve diventare determinante con continuità. Lo vedo restio a tirare, spesso cerca l’assist. Deve imparare a concludere come faceva Ibra». Non solo: «Serve costanza, non basta più la fiammata».
Il ruolo di Allegri e la valorizzazione dei talenti
Nel commentare la nuova guida tecnica, Capello si è detto fiducioso nel lavoro che Massimiliano Allegri saprà fare: «Conosce il Milan, ha esperienza e sa gestire i giovani. Il gruppo dovrà essere compatto, con un’identità precisa. Sarà un lavoro lungo, ma Max sa come valorizzare i giocatori».
Gimenez, il potenziale c’è
L’ex tecnico si è espresso anche sul nuovo acquisto Santiago Gimenez: «Si muove bene, ma deve essere meno timido. Ha fatto vedere cose importanti, ma serve tempo per inserirsi. Se si libera dai timori iniziali, può dare tanto». Capello ha sottolineato anche l’importanza di affiancare due attaccanti complementari: «Se si trovano, possono scambiarsi i compiti e alleggerire le marcature».
Milan, nuovo assetto e mentalità
Con un nuovo centravanti e Allegri in panchina, Capello intravede la possibilità di un Milan più solido e pragmatico: «È giusto puntare sulla concretezza. Se tutti corrono e aiutano, anche la fase difensiva migliora. Serve equilibrio».
Il peso dell’esperienza e il ricordo della corsa europea
Capello ha poi ricordato quanto conta maturare nel calcio internazionale: «Sì, è stato un peccato che il Milan sia uscito presto in Europa, ma anche quelle esperienze contano. Servono a capire dove migliorare».
